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Storia della chiesa di S. Oliva

la chiesa di S. Oliva vista dal lato di PalermoTrabia, cittadina rigogliosa tra le colline ed il mare, si trova a circa 34 Km da Palermo ed è raggiungibile percorrendo la strada statale 113 in direzione Messina.

L’antica storia del paese e dei suoi stanziamenti civili è facilmente attestabile tramite il ritrovamento di sepolcreti e di corredi funerari con presenze d’importanti manufatti.

Un documento inviato dall’Emiro Aadelkun El Chbir al comandante Aausman Ben Muhammed, nell'827 evidenzierebbe che all’arrivo degli Arabi, a Trabia, vi fosse già un casale munito di fase romana, da utilizzare come fondamentale avamposto per la conquista della limitrofa Termini Imerese.

Dopo la conquista di Termini, lo stesso comandante arabo inviò i propri uomini per ultimare la struttura del casale di Tarbiah (la quadrata), seguendo canoni costruttivi di matrice islamica (dimostrabile tuttora è che la struttura originaria e dunque più antica del castello sia di 50 metri per lato e dunque quadrata).

Intorno al 1154, il geografo arabo, Scerif al Idrisi, incaricato da Ruggero II d’Altavilla di conoscere le morfologie dei territori ed entrare in contatto con le varie etnie che componevano il regno del sovrano n o rma n n o , scrisse nel Libro di Re Ruggero un’importantissima testimonianza: “A ponente di Termini è un abitato che s’addimanda ‘At Tarbiah (la quadrata): incantevole soggiorno; (lieto) d'acque perenni che (danno moto a) parecchi molini.

La Trabia ha una pianura e de' vasti poderi ne' quali si fabbrica tanta (copia di) paste da esportarne in tutte le parti, (specialmente nella) Calabria e in altri paesi di musulmani e di cristiani: che se ne spediscono moltissimi carichi di navi… Nel porto poi di questo paese si prende quel gran pesce che addimandasi il tonno”.

la chiesa di S.Oliva vista frontalmenteLa pasta sottile chiamata Itrya (possibilmente i nostri spaghetti), già da tempo, veniva prodotta a Trabia e dunque inviata in tutto il regno Normanno, in Sicilia, in Calabria e nei territori musulmani con cui Ruggero aveva ottimi rapporti di vicinato.

Tutti ricordano che Marco Polo fece conoscere la pasta ne “Il Milione”, ma il viaggiatore veneziano nacque un secolo dopo la cronaca tramandataci dagli scritti di Idrisi, dove la pasta veniva già menzionata.

Nel XV secolo il matrimonio tra il nobile Blasco Lanza e Aloisia Di Bartolomeo, unica erede del protonotaro del regno Leonardo Di Bartolomeo, che aveva portato in dote al marito il territorio di Trabia, avrebbe cambiato la storia della cittadina.

Blasco uomo dal raffinato intelletto e dalle grandi capacità politiche riuscì a fare elevare al rango di baronia i luoghi nelle vicinanze del castello.

L’ulteriore passo si concretizzò nel 1635, quando Don Ottavio II Lanza ebbe da re Filippo IV la licentia populandi per potere edificare le prime case del paese.

Aumentò allora il numero degli abitanti e Don Ottavio fece costruire nel 1643 la chiesa di Sant’Oliva non essendo più sufficiente per il culto la cappella del castello.

La chiesa di Sant’Oliva fu dunque la prima costruita per volere della famiglia Lanza a Trabia.

il martirio di Santo Stefano - clicca per ingrandireEssa è caratterizzata da una struttura semplice ad una sola navata ed oltre ad un interessante altare proveniente dalla chiesa del castello, conserva due splendide opere.

La prima è il martirio di Santo Stefano che sembrerebbe stilisticamente legata alla scuola di Pietro Novelli, poiché, intrisa di elementi che indicano una buona conoscenza dell’opera di Caravaggio in Sicilia, così come dimostrerebbero il personaggio nell’atto di scagliare una pietra al centro della composizione e quello colto di spalle nell’atto di compiere il medesimo gesto.

Madonna con Bambino - clicca per ingrandireLa seconda è una Madonna con Bambino realizzata secondo stilemi fiamminghi o derivanti dalla cultura antonellesca.

Dal 1710 la chiesa di Sant’Oliva è gestita dai confratelli della Congregazione di Maria Santissima Immacolata ed è presieduta oggi dall’entusiasta priore Ignazio Turturici.

Durante i festeggiamenti per il 150° anno dell’unità d’Italia, va ricordato che Trabia, il 30 novembre del 1819, diede i natali a Giuseppe La Masa noto teorizzatore e studioso dell’unità d’Italia, unitosi alla vittoriosa spedizione dei mille.

Fonte: "Cronache Parlamentali Siciliane" - Anno X - n.6 del 30-03-2011, pagine da 48-50

1 Blasco Lanza
2 Aloisia Di Bartolomeo